venerdì 19 agosto 2011

ancora un po' di zucchero

“Talmente selezionata che l’hanno comprata” disse a Rolf, il suo ragazzo, seduto vicino a lei.
“Intanto non l'avranno mai vinta, almeno non con noi” disse Rolf, circondandole le spalle con un braccio.
“Passami il pacchetto” disse Bianca.
Rolf si alzò dal letto, e porse alla ragazza un pacchetto minuscolo e mal confezionato. Bianca con consumata abilità lo aprì, e lo depositò in un cucchiaino. Scaldò il cucchiaino per qualche minuto, poi porse a Rolf ciò che aveva ottenuto. Rolf con grande attenzione fece colare il contenuto sulle labbra di Bianca, e poi fece la stessa cosa con sé stesso. Restarono qualche secondo in silenzio, godendo della dolcezza che si propagava dalle loro bocche fin nella più remota fibra dei loro corpi.
“Prima non lo usavano così no?” disse Bianca all'improvviso
“Beh, no” disse Rolf “ vedi che la necessità aguzza l'ingegno...”
“Già! E poi, con quello che costa, non potremmo mai permetterci di sprecarlo in una torta.”
A quel punto Rolf rimase come sospeso, incerto fra due decisioni. Nella sua mente due squadre avverse di neuroni si stavano prendendo a pugni per decidere cosa fare, ma all'esterno Bianca vide solo il suo viso stranito.
“Che hai?” gli chiese
A quel punto Rolf si decise.
“Senti, forse c'è un sistema per continuare ad usarlo senza spendere troppo: stamattina ho parlato con Mattias, mi ha detto che  stanno organizzando  dei gruppi di resistenza, e continueranno ad approvvigionarsi di zucchero bianco. E a venderlo. Mi ha chiesto se vogliamo entrare anche noi nel gruppo.”
Bianca spalancò gli occhi “Sei impazzito? Proprio ora che il divieto è diventato legge...fino ad oggi potevamo ancora illuderci di essere antagonisti senza correre quasi rischi, ma ora...”
“Ora la pena per chi spaccia zucchero è di 20 anni, lo so. Ma nessuno, o quasi, si è arreso a questa imposizione. Avremo una rete a proteggerci.”
“Ci devo pensare “disse Bianca
“ E poi non dobbiamo fare chissà che, se non vogliamo. Il nostro coinvolgimento nel gruppo dipende solo da noi. Ma io non voglio stare con le mani in mano, mentre un governo di pagliacci arriva a ordinarci che cosa dobbiamo mangiare!”
Bianca restò in silenzio. Le argomentazioni di Rolf non la lasciavano indifferente, ma il pericolo era grande, e forse non aveva voglia di correrlo. Lasciò che Rolf si addormentasse sul letto, poi uscì sul terrazzino della sua stanza. La sera stava già scendendo, e nelle piccole strade della città che si stendeva ai suoi piedi la gente iniziava ad avviarsi verso casa.
Pensò ai mesi appena passati. I ragazzi avevano fiutato il pericolo da tempo, e avevano sempre reso manifesta la loro opposizione al governo. In tanti non conoscevano quello che c'era stato prima, il passato e la memoria erano un lusso per pochi. Ma la realtà presente avrebbe costretto chiunque alla ribellione, cosciente o meno del fatto che un tempo le cose andavano diversamente.
Tuttavia, come sempre, la maggior parte delle persone finiva per accettare il compromesso, portando avanti una ribellione interiore ma conformandosi alle direttive e alle leggi del governo in carica. Forse sarebbe successa la stessa cosa anche con la faccenda dello zucchero.
Il popolo avrebbe chinato la testa, e la criminalità avrebbe avuto una nuovo mercato da utilizzare per i suoi traffici. Bianca, una volta, aveva sentito parlare di “proibizionismo”. Non riusciva a ricordare dove, ma sicuramente non a scuola. Aveva un'idea vaga del concetto, ma le sembrò che si adattasse perfettamente alla situazione.
Tornò in camera e si sdraiò accanto a Rolf, decisa a passare dalla parte della criminalità.

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