martedì 16 agosto 2011

La prima pagina di Zucchero, forse il mio racconto preferito...

La notte era nera in quel vicolo dimenticato. C'era forse la luna, da qualche altra parte, ma i suoi raggi non riuscivano a penetrare in quell' abisso di case. Due uomini di simile corporatura erano al centro di un piccolo crocevia, e a quanto pare stavano litigando. Si trattava di una coppia di individui che una persona normale definirebbe pericolosa. Indossavano entrambi una giacca di pelle nera, e sotto i capelli rasati i loro visi erano cupi, disperati. 
“Non dire stronzate” disse uno dei due, “ Non ti darò un centesimo di più”
“Allora non avrai nulla da me. Ormai rischio troppo. E il rischio si paga.” disse l'altro.
“Non m'interessa. Gli accordi erano chiari.”
“Prendere o lasciare. Non accetto niente se non la cifra che ti ho detto.”
“E se non lo vendi a me, a chi lo venderai?”
“Ho schiere di ragazzini che mi cercano. E che sono disposti a pagarlo molto di più di quello che paghi tu.”
A questo punto la discussione degenerò. Le tre paia di occhi che spiavano la scena dietro un cassonetto della spazzatura si ritrassero spaventate. Non avevano capito molto di quello che stavano dicendo i due uomini, ma erano sicuri di essere sulla strada giusta.
Videro uno dei due uomini prendere l'altro per la gola, urlare parole oscene, e infine estrarre un coltello. Seguì qualche secondo di furia incomprensibile. Nessuno riuscì a capire cosa fosse successo veramente, poiché in men che non si dica uno dei due uomini giaceva a terra in una pozza di sangue.
Attirati dalle urla dei due uomini, alcuni poliziotti speciali arrivarono subito sul posto. Il secondo uomo, benchè ferito, fuggì via come una lepre. Forse si sentiva già in trappola, poiché gettò via la cosa per la quale aveva tanto combattuto : due piccole buste contenenti una polvere bianca e scintillante. Pochi minuti dopo fu arrestato e portato via, e nel vicolo tornò il solito pesante silenzio.
 Le due bustine restarono li, sulle pietre sporche del selciato.
Dopo una attenta riflessione, le tre paia di occhi decisero di uscire dal loro nascondiglio. Appartenevano a tre ragazzini. La loro circospezione tradiva una sostanziale familiarità con quei luoghi.
Si radunarono intorno alle bustine, e dopo alcune fulminee occhiate al vicolo, alle finestre e al crocevia le raccolsero e tornarono al nascondiglio dietro al bidone.
Si sedettero in cerchio, e aprirono con fretta famelica una delle due buste. Sui loro volti si dipinse un’ espressione beata.
Incalzandosi l'un l'altro, iniziarono a mangiare il contenuto della busta. Quei granelli scintillanti sembrarono regalare loro una felicità innocente, che restituiva loro i tratti della fanciullezza rubati dalla strada. Restarono a mangiare ancora per qualche minuto, finchè sentirono la temibile sirena della polizia speciale. In men che non si dica abbandonarono le bustine al loro destino e scapparono via, leccandosi ancora le dita. I loro passi si persero nel labirinto di strade.

Le bustine invece restarono li, dietro il bidone della spazzatura. Una delle due bustine si era rovesciata, e il suo contenuto era sparso sulla strada. Lo scintillio di quei granelli sembrava provenire da un altro mondo. Era appena morto un uomo per colpa loro, eppure il loro candore sembrava solo parlare di innocenza, di dolcezza, di zucchero.



1 commento:

  1. interessante teoria, la curiosità aumenta: come ci libereremo da questa nuova dipendenza?

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