martedì 16 agosto 2011

La seconda pagina...

Era già da tempo arrivato il giorno in cui le alte cariche del governo della Lega dei Paesi Intelligenti, affiancate da una nutrita schiera di scienziati, avevano approvato una legge che proibiva il consumo di zucchero nei paesi della Lega.

Lo zucchero di canna sarebbe stato appena tollerato, per abituare la gente al consumo di edulcoranti chimici negli anni seguenti, ma poi avrebbe seguito la stessa sorte del pericolosissimo zucchero bianco: messo al bando da tutti i paesi, era riversato in grandi quantità in mari e fiumi con la scusa della sua solubilità. L’acqua del mare era diventata agrodolce,i pesci erano impazziti e strane alghe proliferavano fin sulle sabbie. Ma nessuno ci faceva caso.
 Tutte le Autorità della Lega dei Paesi Intelligenti erano occupate a determinare le pene per i trasgressori che fossero stati colti in flagranza di reato: possesso, consumo o ancora peggio spaccio di zucchero. Dieci anni di detenzione per lo spaccio di zucchero di canna (acquistabile ancora per pochi anni e a razioni scientificamente limitate nei negozi governativi), venti per lo spaccio di zucchero bianco, pericoloso nemico della salute pubblica e sottovalutata sostanza psicotropa a lungo assunta da masse ignoranti.

Quel giorno, il popolo ascoltava attonito la notizia nelle piazze. La martellante campagna salutista degli ultimi mesi li aveva già preparati ad accogliere la nuova legge, ma c’era qualcosa che restava impossibile da accettare.

“Mia nonna me lo dava sempre, con un po’ d’acqua” commentò al microfono di SmartTV un vecchio contadino. “Non credo che mia nonna fosse cattiva”

“Non cattiva, solo ignorante” rispose un giovane rampante in giacca e cravatta, spuntato dal nulla dopo la risposta del contadino. Si trattava di uno degli Aiutanti Governativi del Popolo, una sorta di controllore che seguiva le manifestazioni nelle piazze e i microfoni delle televisioni per rispondere subito alle domande dei cittadini, o per correggere le loro opinioni.

“Io ho spesso cali di zucchero! Come farò?” commentò una giovane vicino all’Aiutante.

“Cali di zucchero? Non esisteranno più. Anzi!!!” l’Aiutante si bloccò, scrutò la giovane, poi fece un fischio nel suo colletto e dal nulla apparvero quattro gorilla, che si fermarono alle sue spalle.
“Guardate, signori, questa è una povera cittadina dipendente dallo zucchero. La sua salute è già stata minata in profondità! Il governo la salverà.”
I quattro gorilla presero la giovane in braccio e la portarono via in fretta perché nessuno sentisse le sue urla disperate.

“Abbiamo già approntato diversi centri di disintossicazione dallo zucchero. La nostra amica tornerà ben presto fra di noi sana e vitale, e non sarà più dipendente da quell’infida polverina bianca.”


“Ma come faremo a bere il caffè?” gridò un uomo di mezza età.

“Non vi preoccupate! La nostra bevanda nazionale non è in pericolo! Il governo ha scelto una ditta, dopo durissime selezioni, che produrrà per noi un edulcorante buono e sicuro per la nostra salute. Si chiama Sweetness, e a breve vedrete i loro prodotti sui banconi dei bar!” rispose entusiasta l’Aiutante.


Bianca pigiò con decisione il tasto Off del suo telecomando. La televisione sembrò scomparire nel buio assoluto della sua stanza.

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